039.2324061 giuseppe@studioredaelli.it
Piazzetta Don Primo Mazzolari, 11 - Vedano al Lambro (MB)
RADON
Esperto in interventi di risanamento
CISQ / IQNet
ISO 9001
IMQ
valutatore immobiliare

Come misurare il RADON nei luoghi di lavoro.

ALLEGATO II – d.lgs. 101/2020

SEZIONE I – ESPOSIZIONE AL RADON

COMMA 3.

Modalità di esecuzione della misurazione di concentrazione media annua di attività di radon in aria.

a) Ai fini della misurazione della concentrazione media annua di attività di radon in aria, devono essere impiegati dispositivi di misurazione per un intero anno solare, mediante uno o più periodi di campionamento consecutivi, utilizzando metodiche di misura riferibili a norme tecniche nazionali o internazionali. Nell’ambito del Piano nazionale d’azione per il radon potranno essere definite ulteriori modalità di misurazione valide ai fini della determinazione della concentrazione media annua di attività di radon in aria.

b) L’esercente o l’occupante in caso di abitazioni è responsabile della corretta gestione dei dispositivi di misurazione durante i periodi di campionamento.

c) Ciascun dispositivo di misurazione deve essere univocamente associato ad un punto di misurazione.

d) Per i luoghi di lavoro, le misurazioni vanno eseguite in tutti i locali separati del luogo di lavoro. In caso di un elevato numero di locali analoghi in termini strutturali, d’uso e di ventilazione, è possibile effettuare misurazioni su un campione ridotto, comunque non inferiore al 50%. Nel caso in cui si riscontri il superamento del livello di riferimento almeno in un locale, le misurazioni dovranno essere estese a tutti gli altri ambienti non misurati.

e) Per locali con una superficie inferiore o uguale a 100 mq, è necessario identificare almeno un punto di misurazione ogni 50 mq o frazione. Per locali di dimensioni maggiori di 100 mq è necessario identificare almeno un punto di misurazione ogni 100 mq o frazione.

f) Nel caso di tunnel, sottovie, catacombe, grotte e metropolitane e altri luoghi individuati dal Piano nazionale d’azione per il radon, le misurazioni devono essere eseguite preferenzialmente nelle posizioni ove solitamente stazionano gli operatori. In questi casi devono altresì essere adottate tecniche di misurazione adeguate alle condizioni microclimatiche degli ambienti.

g) Per le abitazioni, le misurazioni vanno eseguite almeno in un locale privilegiando i piani più bassi dell’abitazione stessa, i locali con più alto fattore di occupazione quali ad esempio le camere da letto.

METODI DI MISURAZIONE

Le misurazioni si eseguono mediante i dosimetri PASSIVI, come da esempio in foto.

Questi vanno posizionati lontano da porte, finestre, fonti di calore, impianti di aerazione, in locali in cui vi è maggiore stazionamento delle persone. Ad esempio: uffici, archivi, magazzini di vendita e comunque ambienti in cui le persone permangono giornalmente.

Il disegno indica le modalità di posizionamento dei dosimetri, altezza da terra e distanza dalle pareti.

 

 

 

La presenza del Radon in un ambiente chiuso varia nell’arco della giornata e nel variare della stagione e delle condizioni atmosferiche. E’ importante pertanto che la misurazione venga effettuata in tempi lunghi. Preferibilmente in un anno e in due step di sei mesi ciascuno. Sei mesi nel periodo invernale e sei mesi nel periodo estivo, consecutivi. Il dato definitivo costituirà la presenza media annua di concentrazione del gas Radon.

I dosimetri passivi sono di piccole dimensioni e non necessitano di alimentazione elettrica. Sono costituiti da un contenitore in materiale plastico che contiene un elemento sensibile al Radon. Non emettono sostanze ne radiazioni. Alla scadenza dei sei mesi vanno consegnati ai laboratori autorizzati per le analisi opportune. Il risultato sarà un verbale che potrà essere letto da un Esperto in Progettazione e Risanamento Radon, avente titolo.

Le misurazioni possono essere effettuate anche con misuratori ATTIVI che hanno bisogno di alimentazione elettrica. Questi rivelano le radiazioni emesse dal Radon e danno la possibilità di avere misure istantanee o in continuo della concentrazione. L’utilizzo richiede personale specializzato. Si adotta ad esempio quando si rilevano grandi quantità di Radon, necessitando di una pianificazione di bonifica.

Esempio di misuratore ATTIVO.

I servizi di dosimetria riconosciuti rilasciano una relazione tecnica con i seguenti contenuti:

COMMA 4.

Contenuto della relazione tecnica di cui all’art. 17 comma 6

a) intestazione del servizio di dosimetria che rilascia la relazione;

b) identificazione univoca del documento (numero o codice progressivo e data);

c) dati anagrafici del committente (con codice fiscale o partita iva) e indirizzo;

d) identificazione univoca del punto di misura, con l’indicazione del locale e del piano (interrato, seminterrato, piano terra, piano rialzato, ecc.);

e) associazione univoca dei punti di misurazione con il dispositivo di misurazione;

f) tecnica di misurazione utilizzata con eventuali riferimenti a norme nazionali o internazionali;

g) indicazione delle date di inizio e fine campionamento di ogni dispositivo di misurazione;

h) risultato in termini di concentrazione media annua di attività di radon in aria per ogni punto di misurazione con l’incertezza estesa associata;

i) eventuali note relative ai risultati;

j) firma del responsabile della misurazione e del responsabile del rilascio dei risultati.

ELENCO DI ALCUNI LABORATORI RICONOSCIUTI:

ARPA o ENEA;

MI.AM Piacenza;

FGM Lodi;

TECNORAD Verona